
Molto spesso vediamo i simboli “PEGI” sulle copertine dei nostri videogiochi e ignoriamo del tutto il loro significato, invece abbiamo il dovere di informare sopratutto i più giovani sui contenuti a “rischio”, divertirsi con buon senso e rispetto è il messaggio che il sistema PEGI vuole comunicare a genitori e figli.
Nel settembre 2009 la “International Software Federation of Europe – ISFE” ha rilasciato la versione 2.0 del sistema di classificazione del software videoludico che comprende 2 grandi categorie:
- Classificazione in base all’età (soliamente stampata sulla copertina frontale): si basa su considerazioni di adeguatezza del contenuto (non la difficoltà) indicando il numero corrispondente all’età oltre la quale è garantita l’idoneità. I colori sono presi in prestito dal “semaforo”, ad esempio spostandosi verso il rosso i giochi diventano adatti solo ad un pubblico adulto.
- Classificazione in base al contenuto(solitamente sul retro della confezione del gioco): ancora più selettiva e approfondita; questo sistema indica con simboli ben precisi e noti alla maggior parte di noi, (almeno per abitudine) eventuali argomenti “a rischio” di fronte ai quali un bambino è meglio non si trovi. Rispetto alla precedente edizione i simboli posiedono una didascalia esplicativa a cui occorre prestare molta attenzione. Naturalmente non si puo filtrare tutto ciò che i figli fanno, vedono, imparano e usano. Un genitore è però nelle condizione di conoscere utili e importanti informazioni prima di comprare un gioco, sopratutto perchè molto spesso c’è un abisso di informazione tra genitori e filgi in termini di videogames.
Esiste una categoria di giochi definiti “casual games”, in generale ne fa parte software scaricabile da internet a prezzi modici (ad esempio da PSN o XBOX live). Questa categria comprende molti giochi di vecchia concezione (in una loro nuova recente edizione) oppure passatempi e rompicapo che non contengono nessuno degli elementi sopra citati.
A questi giochi viene assegnato il simbolo “OK”:
Prima di essere pubblicato in Europa, in accordo con le principali aziende produttrici, un gioco viene esaminato, valutato e classificato PEGI. Nella versione precedente del sistema di clasificazione si procedeva con una “autovalutazione” da parte degli editori (per i giochi a basso contenuto rischioso) seguita da una verifica a campione da parte dell’ISFE. Con l’introduzione del sistema 2.0 è vigente l’obbligo del totale risame del software da parte di terze parti, l’intensificazione dei controlli ha introdotto anche salatissime multe per gli editori e il ritiro dagli scaffali dei prodotti inadeguatamente classificati.
Come nota finale aggiungo che frequentando molto spesso negozi di videogames, o parlando con gli utilizzatori piu giovani, noto che spesso i simboli PEGI sono utilizzati al contrario, ovvero per decidere se un gioco può essere bello o no, in base a quanti dei contenuti “rischiosi” esso contiene. Se da una parte la cosa puo far sorridere, pensandoci bene o è tutto lavoro per nulla, o a volte i genitori credono che una PS3 in fondo possa fare da mamma.
Perchi cercasse altre informazioni più approfondite i riferimenti sono :
www.pegi.info
www.pegionline.eu
www.aesvi.it (Associazione Editori Software Videoludico Italiana)
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